Hockey

Hockey in carrozzina (wheelchair Hockey)
Wheelchair hockey: è uno sport praticato in palestra sulla carrozzina elettrica, particolarmente indicato per persone con gravi problemi motori desiderose di provare tutte le emozioni del gioco di squadra: allenamenti, campionato italiano, trasferte.

L’hockey in carrozzina (wheelchair hockey) è nato nel 1982 in Olanda, dove venne disputato il primo campionato ufficiale, grazie ad un gruppo di giovani affetti da distrofia muscolare che, seguendo già da tempo alcuni loro amici disabili impegnati in altre discipline, volevano rendersi anch’essi protagonisti di uno sport che fosse adatto alle loro particolari esigenze.

L’hockey in carrozzina (rigorosamente elettrica) viene praticato in palestra, si svolge in un perimetro delimitato (26×16 metri) da sponde in legno o metallo e ogni squadra può far scendere in campo un massimo di cinque giocatori e può usufruire di un numero illimitato di sostituzioni nel corso della partita, a seconda del numero di giocatori disponibili in rosa. Consente un gioco di squadra, sia agli atleti che riescono a colpire la pallina utilizzando la forza del braccio (tramite una mazza in materiale plastico), sia a quelli che riescono ad impiegare la propria forza unicamente per azionare il comando della carrozzina, sulle cui pedane viene applicato uno strumento (stick) che permette di indirizzare la palla. Esiste anche la versione su slittino (hedge hockey), che si gioca sul ghiaccio, ma nel nostro territorio non è praticato.

Storia
La squadra della Gioco nasce nel 2015, su richiesta di Thomas Melegari, appoggiato da Monica Lippolis; è sostenuta dal presidente Gaetano Lo Presti, da Flavio Spaggiari e Tonino Medioli. Dopo un anno di studi e allenamenti affronta il primo campionato italiano con molto entusiasmo e scarso successo nei risultati, perché deve competere con squadre esperte ed incontra difficoltà nel reperire giocatori titolari e di rincalzo. Fino al 2015 i gironi si svolgono nel nord Italia, dal 2016 è inserita la forte squadra Aquile di Palermo che impone trasferte molto impegnative per due anni consecutivi. Nei 12 anni di attività la squadra non ha mai vinto il proprio girone; vanta tuttavia un caloroso pubblico durante le partite in casa, grazie anche all’associazione ANMIC che è partner e all’associazione UNITALSI alla quale alcuni giocatori sono iscritti. Nonostante le croniche difficoltà, tra cui il dimezzamento degli effettivi a causa della scissione avvenuta nel 2012 con la nascita dei Jaguar, nella squadra c’è ancora entusiasmo e voglia di continuare, grazie anche al sostegno di un bel gruppo di volontari.